Con “Childible” mi piacerebbe fondere i valori in cui credo e i miei interessi, personali e professionali. 

Al centro l’ascolto, che per me non si limita alla semplice percezione di onde sonore, ma è ascolto attento ed empatico, accogliente e non giudicante. Fatto di spazio, silenzio, parole scelte sapientemente e immagini potenti. 

Il libro in basso, come fondamenta di questo progetto, come strumento terapeutico e mezzo di condivisione, come simbolo di narrazioni su di sé e sul mondo: un modo indiretto, mediato e rispettoso per parlare di sé, alla giusta distanza di sicurezza. 

E capovolgendo il libro? La copertina diventa il tetto di una casa, sinonimo di famiglia, o meglio di famiglie, molteplici e uniche, piccole o estese, ognuna forte e fragile allo stesso tempo. 

Ultimo, ma non meno importante, un uccellino: un esserino piccolo in grado di fare, dire e pensare cose grandi, di volare, di partire e tornare al nido, un bambino che diventerà ragazzo e poi adulto. Non un uccellino a caso, ma uno che mi ricorda la mia infanzia e la mia mamma. Non uno a caso, ma il protagonista della prima storia che ci tengo a raccontarvi e che mi porterò sempre nel cuore: Cipì.

Libri e ricordi

Quando rileggo Cipì ricordo le mani della mamma, morbide ma con il classico callo da maestra, che toccano delicatamente il bordo delle pagine, e la sua voce dolce, che legge e rilegge questa storia a noi sorelle, come ai suoi alunni. Questo è il primo ricordo che ho dei libri e delle storie narrate, un ricordo fatto di parole e disegni, ma anche di relazione, di tempo passato insieme. Perchè, dunque, non partire da qui, dall’inizio? 

Mondo dei piccoli

Questa storia è nata in una piccola scuola di campagna e, scritta da piccole mani, racconta di un esserino tanto piccolo quanto coraggioso: Cipì, un uccellino curioso, birichino, a tratti imprudente, che diventa simbolo del mondo libero dei bambini. Un mondo intenso in cui ogni cosa viene guardata con sguardo di meraviglia, un mondo ricco di coraggiose scoperte, ma anche di insidiosi pericoli. Un mondo familiare, che risuona nel cuore di tutti, dei bimbi di ieri e di oggi

Nidi e famiglie

Cipì è il più piccolo dei figli di Mamì, una passerotta che vive sul tetto di un palazzo alto alto. Per lui, anima libera e anticonformista, il nido diventa presto una gabbia che gli impedisce di vedere con i propri occhi come è fatto il mondo. Da questo nido se ne va per poi ritornare e apprezzarne il calore. Nel nido di Mamì Cipì si sente a casa, ma diventando grande desidera avere un suo nido, una sua famiglia, una sua casa. Nido, casa e famiglia si fondono e si confondono in rimandi simbolici profondi, raccontati con semplici parole. Nel nido si nasce, dal nido si spicca il volo, nel nido ci si rifugia e si crea il proprio luogo sicuro.

Storie di vita

In poche pagine Mario Lodi e i suoi ragazzi racchiudono una vita, una storia in cui sentirsi accolti, in cui ogni frammento dell’esistenza viene narrato con profonda leggerezza e non taciuto: nascita, malattia, morte, guerra, rinascita, coraggio, onestà e libertà, di questo parla la storia di Cipì, di qualcosa di più di un piccolo uccellino.